L’allattamento è un momento in cui il bimbo soddisfa le sue esigenze
fisiologiche
primarie (fame e sete) ma è anche un momento di relazione con la mamma in cui soddisfa i suoi bisogni di amore e di sicurezza attraverso il contatto col corpo della madre (sentendo il calore, l’odore e l’abbraccio il bimbo si rassicura).


L’allattamento è un momento ricco di emozioni e di sensazioni per entrambi.
Il bambino trova amore e sicurezza necessari per un corretto sviluppo
psicofisico e la mamma prende coscienza del legame profondo con suo figlio e può sperimentare piacere nell’essere fonte di gratificazione per il figlio.
Sentire benessere nella mamma aiuta il bimbo a crescere sereno.

L’allattamento ha inoltre un vantaggio psicologico per la madre:
riduce il rischio di depressione post-parto perché la madre si sente protagonista fondamentale nella crescita del proprio bimbo.

Nell’allattamento (che sia naturale o artificiale) comincia
una comunicazione molto intima e profonda, una sorta di dialogo
tra madre e bambino...
il bambino si nutre di questo dialogo d’amore fatto di gesti, sguardi condivisi; potete guardarlo negli occhi,
parlargli a bassa voce, sorridergli, dargli un dito da stringere.

Non abbiate paura di viziarlo solo perché accorrete quando piange
o perché lo allattate ogni volta che lo richiede: ritengo sia molto importante rispettare la richiesta del seno da parte del bambino, anche se molto frequente (ovviamente questo discorso vale fino a che la richiesta non costituisca motivo di malessere per la madre).
Ciò non vuol dire che bisogna allattarlo in modo automatico
ogni volta che piange (non si tratta di mettergli un tappo in bocca ad ogni pianto! :-) )… si può anche cercare di capire prima a cosa è dovuto il pianto… potrebbe anche essere un pannolino sporco!
Attraverso l’allattamento a richiesta il bambino svilupperà fiducia
nel ricevere dalla madre soddisfacimento ai suoi bisogni e questo
sarà molto importante. L’equilibrio, la tranquillità e la sicurezza di essere
amato sono influenzati anche dal modo in cui il bimbo viene allattato.

E' inoltrefondamentale creare un ambiente tranquillo
e mettersi in una posizione comoda.
Per ambiente tranquillo intendo un posto abbastanza silenzioso: potete spengere la tv e staccare il telefono… può essere inoltre piacevole per il bimbo una musica classica a volume moderato.


Può essere utile sapere, infine, che ci sono alcuni fattori che possono
incidere sulla produzione del latte.

Fattori che diminuiscono la produzione del latte:
stress, preoccupazioni, stanchezza e dolore.

Fattori che aumentano la produzione del latte:
riposo, attaccare il bimbo al seno, alimentazione adeguata, bere abbondantemente.


Allattamento artificiale.

Alcune donne si sentono sconfitte o inadeguate nell’accudimento del proprio bambino quando allattano artificialmente per questo è importante ricordare che la cosa fondamentale è che il bimbo si senta amato e che venga nutrito.
E' importante quindi prestare molta attenzione alle modalità con cui si allatta anche se si da al proprio bimbo latte artificiale:
ambiente tranquillo e rilassato, contatto fisico col bimbo, attenzione rivolta a lui… insomma cercare di favorire una comunicazione in cui si veicola amore e tenerezza.
L’allattamento artificiale può consentire alla madre di riposarsi un pò
poiché potrà allattare anche il padre e con ciò ci sarà minor probabilità che il padre sperimenti quella gelosia o quel senso
di esclusione che talvolta si fanno presenti.

© Copyright 2012. Tutti i diritti riservati. 03/10/2012
Autore: Dott.ssa Sara Siniscalchi

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Anche L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda
l’allattamento a richiesta.

I dieci passi UNICEF-OMS per l'allattamento al seno

L'UNICEF e l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) hanno redatto un decalogo di misure che ogni struttura sanitaria deve dimostrare di rispettare prima di poter essere riconosciuta "Ospedale Amico dei Bambini".
1. Definire un protocollo scritto per l'allattamento al seno da far conoscere a tutto il personale sanitario.
2. Preparare tutto il personale sanitario per attuare compiutamente questo protocollo.
3. Informare tutte le donne in gravidanza dei vantaggi e dei metodi di realizzazione dell'allattamento al seno.
4. Mettere i neonati in contatto pelle a pelle con la madre immediatamente dopo la nascita per almeno un’ora e incoraggiare le madri a comprendere quando il neonato è pronto per poppare, offrendo aiuto se necessario.
5. Mostrare alle madri come allattare e come mantenere la secrezione lattea anche nel caso in cui vengano separate dai neonati.
6. Non somministrare ai neonati alimenti o liquidi diversi dal latte materno, tranne che su precisa prescrizione medica.
7. Sistemare il neonato nella stessa stanza della madre ( rooming-in ),
in modo che trascorrano insieme ventiquattr'ore su ventiquattro durante la permanenza in ospedale.
8. Incoraggiare l'allattamento al seno a richiesta tutte le volte che il neonato sollecita nutrimento.
9. Non dare tettarelle artificiali o succhiotti ai neonati durante il periodo dell'allattamento.
10. Promuovere la collaborazione tra il personale della struttura, il territorio, i gruppi di sostegno e la comunità locale per creare reti di sostegno a cui indirizzare le madri alla dimissione dall’ospedale.

http://www.unicef.it/doc/150/dieci-passi-per-allattamento-al-seno.htm



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