Molto spesso il tema dei compiti a casa mette a dura prova la pazienza dei genitori e, non di rado, genera discussioni all’interno della famiglia. Fare i compiti infatti è molto importante in quanto consente al bambino di imparare a faticare per raggiungere uno scopo e quindi di sviluppare tenacia, perseveranza e volontà; sviluppa la capacità di tollerare la frustrazione, e attraverso di essi il bambino impara ad organizzarsi autonomamente. Ma è inutile cercare di convincere il bambino che i compiti sono un’attività divertente o tentare di fargli comprendere che per lui sono utili e importanti. Il bambino preferisce giocare, è naturale che sia così, ed i compiti per lui sono un dovere (un impedimento al gioco) che, non di rado, fa con scocciatura. Possiamo però in qualche modo aiutarlo a diventare sempre più autonomo nell’esecuzione dei compiti evitando opposizioni e lamentele. Qual è il modo migliore? Focalizziamo l’attenzione su alcuni punti.



1) Fate attenzione all’ambiente! È necessario che esso favorisca la concentrazione del bambino. Questo vuol dire che non debbono esserci rumori, come ad esempio la tv, la radio o un fratellino che urla, o altre fonti di distrazione (come ad esempio i giochi); è bene quindi sgomberare il piano di studio e creare un ambiente ordinato. È bene che il bambino stia seduto su una sedia (meglio evitare di stare sdraiati sul letto) o alla scrivania della sua cameretta (se non c’è un fratellino che gioca e che potrebbe distrarre) o al tavolo della cucina così se ogni tanto ha bisogno del vostro aiuto voi siete già lì.

2) Fate attenzione ai tempi! Decidete in anticipo i momenti della giornata da dedicare allo studio in modo da creare una routine e cercate di farli attenere a questa decisione. È importante insegnare al bambino ad organizzarsi e non lasciare che i compiti si facciano quando capita. È preferibile inoltre scegliere le ore pomeridiane piuttosto che serali e lasciare al bambino un momento per rilassarsi (eventualmente facendo una merenda) e per giocare e ricaricarsi al rientro da scuola in modo che per lui sia meno difficile concentrarsi. Durante lo studio fate attenzione alla sua concentrazione: se viene a mancare o fatica ad ottenerla potrebbe aver bisogno di fare una pausa di 10 minuti.

3) Mostratevi disponibili ad aiutarlo qualora lo richieda o qualora vi rendiate conto non capisca qualcosa…non si tratta di stare al suo fianco per tutto il tempo ma di esserci per lui al momento del bisogno e quando incontra difficoltà. Questo atteggiamento infonderà in lui fiducia e sicurezza. È importante per il bambino sapere che al momento delle difficoltà può contare sull’aiuto del genitore. Il ruolo del genitore è quello di sostenere il figlio nella fatica e dargli fiducia, contribuendo a creare una buona autostima (capisco che stai faticando ma so che puoi riuscire a fare questa cosa).

4) Mantenete un atteggiamento positivo. Rimproverare, urlare, minacciare o utilizzare termini offensivi hanno come unico effetto quello di farlo sentire inadeguato e pertanto diminuiscono la fiducia del bambino nelle proprie capacità e nell’immediato diminuiscono le sue capacità di concentrazione. Anche perdere la pazienza col bambino favorisce la perdita di concentrazione. Pertanto quando sbaglia evitate scatti di rabbia, piuttosto aiutatelo a capire il suo errore con pazienza e lodatelo sempre quando riesce in qualcosa, ricordandovi che è molto più efficace con un bambino (al fine di aumentare la sua motivazione) mettere in evidenza e lodarlo per ciò che riesce a fare piuttosto che sminuirlo evidenziando le sue difficoltà. Mettete l’accento su tutto ciò che fa di positivo piuttosto che sul negativo. Quando il problema è che il bambino manifesta una forte opposizione ai compiti e desiderio di evitamento chiediamoci se sotto non ci sia un disagio…non sempre ma può essere sintomo di un disagio per questo potete darvi il tempo di valutare la situazione (come procede la relazione con gli insegnanti? con i compagni? Ci sono problemi di apprendimento? etc.) Anche in questo caso è certo che insultare, ricattare, rimproverare e minacciare non hanno effetti positivi perché rischiano di creare ancor più opposizione e rabbia verso la scuola.

5) È naturale che i genitori desiderino che il figlio abbia un buon andamento scolastico ma evitate di fare i compiti al suo posto se non capisce qualcosa, se è molto stanco, se avete fretta, etc. Se non riesce a capire e il genitore svolge il compito al suo posto il bambino potrebbe sentirsi inadeguato e incapace, mentre, se è stanco o avete fretta o altro ancora, si sentirà legittimato dal genitore a scaricare le sue responsabilità. In ottica di responsabilizzazione è invece molto utile cercare di allentare progressivamente la sorveglianza sull’esecuzione dei compiti…col tempo il bambino diventerà abbastanza autonomo da fare i compiti senza che siano i genitori ad invitarlo. Cominciate lasciandolo solo a fare i compiti per qualche minuto e progressivamente, se vedete che ciò è possibile, aumentate i tempi.

6) Se pensate che possa motivarlo e notate che ciò non finisce per distrarlo eccessivamente, invitate pure un compagno per svolgere assieme i compiti. Possono risultare più piacevoli!

7) Infine non va dimenticato che i bambini imparano da ciò che vedono…fategli sentire interesse e partecipazione da parte vostra quando vi approcciate ai compiti. Potete fargli notare gli aspetti positivi dell’imparare molte cose, cercare di stimolare in lui la curiosità, etc.

© Copyright 2013. Tutti i diritti riservati. 25/05/2013
Autore: Dott.ssa Sara Siniscalchi

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