Saper ascoltare efficacemente dal punto di vista educativo, vuol dire
essere disponibili e interessati a colui che sta parlando e a quello che dice. Comporta un coinvolgimento sia cognitivo sia emotivo.

Per una buona relazione tra genitori e figli, è indispensabile riuscire ad instaurare una comunicazione efficace, e l’ascolto rappresenta
un momento importante sia del processo comunicativo sia del percorso educativo.

Ascoltare in modo attivo i propri figli non è sempre facile.


Con gli adolescenti poi, si può avere l’impressione di non riuscire a capirli fino in fondo e nonostante l’impegno nel cercare di entrare in sintonia con loro, spesso si lascia che l’incomprensione “governi” quel delicato e quanto mai fondamentale equilibrio tra genitori e figli.

L’ascolto, ha lo scopo di migliorare la comprensione (che non vuol dire per forza condivisione) dell’altro, e di conseguenza aiuta ad attivare una comunicazione efficace.

Questo tipo di atteggiamento è essenziale per il rispetto della persona e dei suoi pensieri.
Se rispettiamo i nostri figli, loro impareranno a rispettare noi e le persone che li circondano.
Per rendere possibile una comunicazione efficace, per prima cosa è
necessario creare il contesto e le condizioni giuste affinché i figli possano far emergere la propria individualità e specificità.
Compito non semplice, che prevede da parte dei genitori il mettere in atto strategie comunicative e
di ascolto adeguate all’età e alla personalità del proprio figlio.

È bene ricordare infatti, che ogni figlio, così come ogni persona, è un individuo a sé e le strategie di comunicazione e di ascolto
che possono andar bene con un figlio, possono rivelarsi inefficaci con un altro.


Per instaurare una relazione serena con i propri figli e più in generale con le altre persone, saper ascoltare efficacemente cioè ascoltare in maniera attiva potrebbe rappresentare un valido aiuto.

Come ascoltare in modo efficace i propri figli?

1. Imparare a distinguere tra la vostra esperienza e quella di vostro figlio.
Non bisogna sovrapporre i ricordi delle esperienze passate al racconto di una nuova esperienza della quale vostro figlio vi vuole rendere partecipi.
Per entrare in sintonia con lui/lei e assumere un atteggiamento empatico, non per forza dovete pensare di aver vissuto un’esperienza simile a quella che vi viene esposta.
Portate la vostra attenzione in modo curioso, solo sull’esperienza che vi viene raccontata nel “qui ed ora”.

2. Ascoltare per capire quello che vi vuole raccontare.
Non mettetevi a priori nella posizione di dover essere pronti
a replicare o contraddire quello che vi sta dicendo.
Non siete obbligati a condividere i suoi pensieri, ma a rispettarli in quanto tali.
I ragazzi, se sono invogliati a parlare, lo fanno anche per il solo piacere di condividere l’esperienza vissuta, senza aspettarsi nulla di particolare se non quello di essere ascoltati pienamente.

3. ”Ascoltare” anche il linguaggio non verbale.
È bene porre sempre la giusta attenzione anche al linguaggio non verbale, come il tono della voce, l’espressione del volto e il comportamento generale di vostro figlio.
A volte, quello che viene detto con le parole è contraddetto dal linguaggio non verbale.
Questa è una peculiarità che molto spesso viene sopravvalutata o letta con molta superficialità.
Invece può rivelarsi molto utile.

4. Non interpretare quello che vostro figlio sta cercando di dire.
Sforzatevi nel trovare la chiave di lettura giusta rispetto a ciò che vi sta raccontando.
Provatevi a mettervi nei suoi panni. Questo vuol dire riuscire a sviluppare quella capacità di entrare in profonda empatia con l’esperienza
di vostro figlio e non semplicemente mettersi al posto suo.

5. Mettere da parte opinioni e punti di vista.
Non offrite continuamente il vostro punto di vista per tutto il tempo in cui ascoltate. Non si può ascoltare se stessi e allo stesso tempo ascoltare quello che viene detto dal figlio.
Una volta terminato il racconto, intervenite dando il vostro parere,
ma senza perdere di vista quanto vi è stato raccontato.

6. Non preparare la risposta mentre si è concentrati ad ascoltare.
Prima di decidere cosa dire, assicuratevi di aver capito bene l’intero racconto fino alla fine.
Non abbiate fretta di dire qualcosa. Perché magari può essere proprio l’ultima frase che vi viene raccontata a dare una nuova direzione a quanto era stato detto e quindi pensato, poco prima.

In conclusione, per aiutare i nostri figli a sviluppare una coscienza critica, a credere in se stessi, a rispettarsi come persone nel rispetto degli altri, ritengo sia necessario che abbiano dei genitori in grado di ascoltarli attivamente.

Dott.ssa Roberta Michelotto, 6 settembre 2012

http://www.benessere4u.it/saper-ascoltare-efficacemente-i-propri-figli-2/



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